Maledetto rotavirus!

Una sera, quando ero bella tranquilla sul divano col duevoltepapa’, ho osato dire:”Mah, sono sei settimane che Dani va all’asilo e non ha ancora preso niente”. Appena terminata l’infausta frase, mi sono resa conto di quanto me la fossi gufata…è infatti,  prontamente, dopo due giorni, è arrivata a turbare le nostre giornate la tremenda gastroenterite.

Come si manifesta? Beh, tutte le mamme lo sanno, perché puntuale come un orologio svizzero, all’approssimarsi della stagione fredda, negli asili e nelle scuole, arriva la fantastica epidemia di rotavirus, che decima intere classi, come è accaduto a noi. Ma se ancora siete state graziate, non potete esimervi dal conoscere i sintomi, non tanto per intervenire con una cura (che tanto, come vedremo, non c’e), quanto per non farvi prendere dal panico, come è successo a me.

Nel nostro caso, tutto sembrava normale, cena mangiata di gusto come sempre e a letto al solito orario, dopo un bel bagnetto rilassante (e igienizzante, post asilo); se non fosse che, dopo essermi coricata anche io, l’ho sentito lamentarsi, cosa che non accade praticamente mai, dal momento che lui sviene la sera per riaversi la mattina successiva, senza svegliarsi mai. Ho subito subdorato che qualcosa potesse non andare e, giusto una manciata di secondi dopo, sono stata avvalorata da un rumore inconfondibile, ossia il conato di rigetto.

Rotavirus

Accorsa subito, l’ho portato in bagno e lui, povero amore mio, è riuscito a rimettere dentro il wc, proprio come i grandi…una tenerezza! Anche perché poi piangeva dallo spavento, non abituato a questo insolito stato…Tutto sporco quindi,  l’ho di nuovo messo nella vaschetta per un ulteriore bagnetto, dato che lavarlo a pezzi era impresa titanica, vista l’estensione delle macchie, e lui non tollera assolutamente non essere pulito (infatti gridava:”Mi sono spoccato, lavami mamma pe favoe”).

(Per dovere di cronaca, la mansione peggiore in tutto questo, l’ha svolta il povero malcapitato duevoltepapà – sant’uomo – : a lui l’onere della pulizia – non so come abbia fatto – e quello di sedare Filippo che, svegliato di soprassalto dal trambusto, ha manifestato il suo dissenso in maniera che anche a 2 isolati lo potessero udire)

Ma quindi: cos’è questo maledetto rotavirus?
La teoria dice che si tratta di un’infezione virale, molto diffusa nei bimbi al di sotto dei cinque anni, che colpisce l’apparato gastro-intestinale: i sintomi evidenti sono scariche sia di vomito che di diarrea, anche di numero consistente (10-15 al giorno), a corredo dei quali si hanno dolori addominali, mal di testa, inappetenza e, qualche volta, febbre.
In pratica, una rottura di balle inenarrabile.

Ma non per noi mamme eh, che alla fine ci limitiamo a pulire e a coccolare, quanto per i nostri tesori: fa veramente specie vederli lì, come cenci, deboli e inermi, a subire i duri colpi inferti da questo bacillo scassamaroni: ma proprio qui dovevi arrivare, non potevi girare alla larga?

Il problema è che è molto contagioso: noi adulti abbiamo le difese immunitarie abbastanza elevate per cui, generalmente, ci salviamo (non sempre però…leggi sotto!); tuttavia, se in casa, come da noi, c’è un bimbo molto più piccino, bisogna correre ai ripari.

malato

Photo Credits: ilmondodeigemelli.org

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Dal momento che una vera e propria cura non c’è, ma è d’obbligo attendere il naturale decorso della malattia (che, fortunatamente, nella stragrande maggioranza dei casi, dura un paio di giorni), per fronteggiare la perdita di liquidi e sali dovuta alle evacuazioni, è necessario che il nostro amore li riassuma (ma a piccolissimi sorsi, dal momento che nelle fasi acute, qualsiasi elemento ingurgitato, provocherà una nuova scarica): quindi li deve ingerire. Se però ad ammalarsi è un neonato od un infante al di sotto dell’anno, purtroppo si corre il rischio che si disidrati: l’unica soluzione è il ripristino via endovena, all’ospedale.

Noi quindi abbiamo spedito Filippo dai nonni, cercando di preservarne la salute: con estremo mio dispiacere, me ne sono dovuta separare e dormire la prima notte senza di lui, da che è nato…ma sono certa di aver fatto la scelta migliore: avrei potuto tenerlo con me ma, avendo la possibilità di una valida alternativa, se si fosse ammalato, non me lo sarei mai perdonato

Se non si può però separare fisicamente il piccolo paziente dal fratellino, bisogna attivarsi con degli accorgimenti: siccome il virus si trasmette tramite deiezioni corporee e saliva, dobbiamo evitare di asciugare i bimbi con le stesse salviette, non dar da ciucciare i giochini appena manipolati dall’infetto (nel mio caso, il contagio sarebbe sicuramente avvenuto così, dato che Filippo ama mettere in bocca qualsiasi cosa, meglio ancora se appena stata in possesso di Daniele), non far bere dallo stesso bicchiere, etc. Tutte cose banali, che di certo avremo già messo in atto mille volte.

Detto questo, non sapevo che esistesse il vaccino contro il malefico rotavirus: le mie amiche mamme di facebook me lo hanno subito consigliato e ammetto la mia totale ignoranza in materia: vi lascio quindi il link qui da leggere, nel caso voleste approfondire la materia; sono certa però che il pediatra saprà essere senz’altro più esaustivo di me e di qualsiasi pagina internet.

Rotavirus

E alla fine com’è andata?
Bene, Daniele si è rimesso in sesto ed è tornato all’asilo e Filippo è risultato sano e salvo. e noi genitori? Beh, il duevoltepapà ne è uscito illeso, mentre io ho iniziato ad accusare qualche sintomo l’altra sera, per poi precipitare nel baratro durante la notte…Un’esperienza tremenda! Ma d’altra parte si sa, quando hanno qualcosa, i bimbi vogliono la mamma e noi non possiamo certo esimerci dallo stargli vicino e coccolarli, sono i rischi del mestiere! Per fortuna è durata poco, ma ahimè so benissimo che nell’arco di questo lungo inverno che si sta approssimando, questa non sarà certo la prima e l’unica volta che ci dovremo misurare con la gastroenterite, anche se me lo augurerei di tutto cuore!

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