Primi utilizzi con Stokke Trailz

Vi avevo già parlato qui dell’uscita sul mercato dell’ultimo nato di casa Stokke, ossia il Trailz, passeggino pensato per tutti quei genitori amanti (come me!) dell’aria aperta, dello sport e del trekking con bimbi: un gioiello di design e robustezza, sognato da qualsiasi mamma desiderosa di portarsi il proprio bebè veramente dappertutto, senza timori e paure.

Ma com’è veramente questo Trailz? E’ davvero così spettacolare come sembra? O magari qualche difettuccio ce l’ha anche lui?
Ho raccolto in giro qua e là le domande e perplessità di tante mamme che, vedendomi con questo nuovissimo e splendente mezzo, ne hanno (giustamente) approfittato per chiarirsi le idee sul loro oggetto del desiderio (tutte se ne sono innamorate perdutamente) e ne sono venute fuori davvero delle belle…

Sarà sicuramente un catafalco.
E qui casca l’asino! Ha una leggerezza che mi ha veramente stupita: portato giù dalle scale di casa per la prima uscita, tutto bello montato, non ho per niente fatto fatica e, anzi, quando l’ho sollevato, in cuor mio mi sono detta: “Tutto qui?”, abituata a ben altri pesi di mezzi similari. Merito del telaio in alluminio, robusto ma leggerissimo, che è veramente un valore aggiunto! Le ruote poi, a camera d’aria, risultano veramente poco pesanti (e in questo genere di passeggini, sono proprio quelle che aumentano di molto il carico complessivo della struttura)

Non ci starà mai in macchina.
Altra sorpresa: ci sta eccome, anzi, decisamente meglio di altri meno “grossi”! (E ho una Sedici, non una station wagon). Tolte le ruote, il telaio si appiattisce alla perfezione e, piegato il manubrio, la seduta (che bisogna necessariamente togliere) si va ad adagiare perfettamente nello spazio libero, non costringendoci a manovre pazzesche di incastri vari…l’operazione porta via veramente un minuto e nel bagagliaio poi resta pure posto per mettere tante altre belle cosucce, come zaini (da trekking ovviamente!), borse e copertine varie.

Non mi pare comoda quella seduta fissa.
Lo pensavo anche io, prima di provare questa. Con il riduttore (con imbottitura estraibile, per seguire meglio le varie fasi di crescita), l’utilizzo è praticamente ininterrotto da quando togliamo il nostro pupo dalla carrozzina, e consente di assorbire al meglio le vibrazioni che, su terreni impervi e connessi, logicamente non sono poche. Il pensiero che sta più a cuore a chi utilizza questi passeggini per attività outdoor, è che il bimbo (molto piccolo) sia al riparo da scossoni troppo intensi: questa seduta permette veramente di limitare tale pericolo (nei limiti del possibile, perchè su un superfici dai massi enormi, pure Trailz non può fare miracoli!), garantendo un comfort assoluto.
Inoltre, il fatto che il seggiolino non si reclini, ma lo si ruoti per la posizione nanna, fa sì che se il nostro pargoletto si addormentasse, non rischieremmo di svegliarlo, imponendogli altrimenti di muovere la schiena per distenderlo.

Sarà difficile da assemblare.
Macchè! Il telaio si apre in mezzo secondo, con dei bei sonori clac a farci capire che le manovre sono state eseguite correttamente e il maniglione si sistema nel restante mezzo secondo: la seduta (sia fronte mamma che fronte mondo) si inserisce nelle guide ancor più velocemente che il resto (mostrando un bel colore verde per garantirne il giusto montaggio) Ah le ruote! Anche loro, tempo d’inserimento di entrambe, dieci secondi scarsi. Ad esser pessimisti, ad assemblarlo ci vogliono venticinque secondi.

Sarà difficile da manovrare.
Eh no, questa proprio non si può sentire! Agile e scattante, il nostro Trailz si muove con destrezza sia in città (sui sanpietrini della peggior specie, dove ce n’è uno sì e sei no) che sui terreni per il quale è stato progettato. E come da me, dove ci sono marciapiedi pietosi che sono peggio dei sentieri di montagna, il banco di prova è in agguato…ed è logicamente superato! Mi muovo spedita tra blocchi d’asfalto che sembrano reduci da chissà quale smottamento, con la sicurezza che il mio cucciolotto non viene sballottato nemmeno per un secondo.

Posso senz’altro dire che, dopo questi primi utilizzi, promuovo a pieni voti il mio Stokke Trailz: un compagno davvero insostituibile: mamme, con lui andrete sul sicuro!

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2 thoughts on “Primi utilizzi con Stokke Trailz

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