Un anno di te

Buongiorno cucciolo mio, oggi è un giorno importante…è un anno che sei con me, con noi.

Ricordo ancora quel 26 novembre 2013, quando alle nove del mattino sono entrata nel blocco operatorio…sì, perchè il nostro primo incontro era stato programmato già da tempo, anche se tu avevi voluto anticipare un pochino: così eccoci qui, alle 12,06 ho sentito il tuo inconfondibile pianto e ho potuto vedere quel visino che avevo immaginato per nove lunghi mesi.

Avevi una bocca così larga!! Tutto un lamento, arrabbiato col mondo…però, quando ti ho messo la mano su quel tuo crapino pelato, hai smesso di piangere e mi hai guardato: ed è stato subito amore.

Ho potuto tenerti immediatamente con me nella sala rianimazione, sentire quel tuo corpicino così caldo e così fragile tra le mie braccia, sentire il profumo della tua pelle, respirare con te, e tu ascoltare il battito del mio cuore da un’altra prospettiva…

Un anno di te

E poi…poi beh, diciamo che non eri propriamente un angioletto, ma quello strillare disperato e super incazzoso della nascita te lo sei portato dietro per un pochino…le puericultrici del nido dicevano: “Eh ma piange sempre questo bambino!”, giusto per infondere un po’ di serena tranquillità alla malcapitata mamma.

Io amore ti devo chiedere scusa. Sì, perchè avevo in mente che saresti stato una “fotocopia” del tuo fratellino, pensavo che ciò che aveva fatto lui, lo avresti inevitabilmente ripercorso anche tu.
E invece no.
E non riuscivo a capire, ero veramente ottusa.

Si perchè tu sei tu, sei Filippo e non Daniele…e ho compreso che, anche se tutti e due miei, siete come il giorno e la notte, come l’acqua fredda e calda, come il bianco e il nero…non potreste essere più diversi!

Ciò che a te piace, a lui non fa effetto, tu amavi la crema di mais e tapioca e lui quella di riso, tu andavi pazzo per la pera e lui per la mela, a te mai una volta il culetto rosso e lui sempre con la micosi da pannolino, lui disperato senza ciuccio e tu appena te lo mettevo in bocca lo sputavi…sembrava quasi che queste differenza volessero farmi capire proprio come mi fossi sbagliata a pensare che dovevate per forza essere simili.

Un anno di te

Ma tu, così piccolo, quante cose mi hai già insegnato…Sì, mi hai fatto capire come l’amore di una mamma non si dimezzi, ma raddoppi; mi hai chiarito cosa voglia dire l’ammirazione più vera, quando t’illumini mentre vedi il tuo fratellino…a lui i sorrisi più disinteressati, a lui gli sguardi di intesa, a lui rivolgi i tuoi occhi quando vuoi imparare qualcosa!

E io spero che nella vita potrete essere sempre uniti, possiate volervi bene ed essere una spalla l’uno per l’altro nei momenti di difficoltà…la mamma vi sarà sempre vicina, ma da figlia unica sa quanto sia importante poter avere qualcuno su cui contare, quel qualcuno che lei non ha avuto.

Tu, piccola testina pelata, non hai avuto tutte le attenzioni che Daniele ha avuto…non le mille mila foto in tutte le posizioni da fotoreportage in ogni momento della giornata, non addormentamento in braccio, non le visite dei parenti in processione, non le super ninne nanne di ore…ma io so che tu hai capito che lo abbiamo fatto per non fare sentire il tuo fratellino in secondo piano, perchè anche per lui il tuo arrivo è stato sconvolgente… Tu, tesoro, sei da sempre abituato ad essere in due, lui, seppur solo per 17 mesi, è stato l’unico reuccio della casa, il boss del quartiere, quello cui le nonne omaggiavano ad ogni visita, come un sovrano sul trono!

Io so che lui ti vuole bene, anche se spesso ti porta via i giochi (ma tu, caro il mio piccolo sagittario testardo, non sei uno che lascia correre…ti ribelli e talvolta l’hai pure vinta tu!) e, quando sei in braccio, mi dice di metterti giù “perchè vojo io la mamma”…ma quando non ci sei, chiede sempre di te e addirittura già sa quali sono i tuoi giochi preferiti, come i trenini e i cubi: è attento, a di essere il maggiore e sa che il suo compito è guidarti nella vita, anche se non ne è ancora conscio del tutto. Ma lo sarà, un giorno.

E allora buon compleanno piccolo cuore, sciubi-dubi, come ti chiamo io…dolce fiorellino di campo, tu che ciucci qualsiasi cosa ti capiti a tiro (e Dani, quando prende in mano i giochini bagnati, mi guarda schifato dicendo:”chi ha ciucciato quetto?” mah…chissà!), che hai una lingua lunga come quella di un’iguana, tu che hai già il tuo bel caratterino e ti fai ben capire su quello che vuoi o non vuoi, tu che balli quando senti la musica dei puffi, tu che sembri un castorino con quei due dentini che spuntano, tu che sei pelato come una palla da biliardo (anche se qualche pelo sta spuntando, finalmente!), tu che quando vedi una qualsivoglia cosa da mangiare impazzisci di gioia, tu che sai già usare il cellulare…

Tu, che hai riempito e completato la mia vita.

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6 thoughts on “Un anno di te

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