Il mistero della lavatrice mai doma

Da quando ho iniziato di nuovo a lavorare, ho notato che una delle mie preoccupazioni maggiori è programmare la frequenza della lavatrice. Si perchè non ho mica capito, ma sembra che i vestiti si materializzino nel cesto della roba sporca che neanche io so come.

Si perchè io lavo, stendo e dico: beh dai, adesso per un paio di giorni sono a posto! E subito dopo mi giro, e c’è di nuovo una pila di indumenti lì che mi guarda e sembra ammonirmi: e noi??

Va bene che ci cambiamo tutti una volta al giorno, toh, magari due body di Filippo se per caso c’è qualche fuoriuscita dal pannolino, ma giuro: passo la mia ora d’aria (che intercorre dall’uscita dal lavoro all’andare all’asilo a prendere Daniele) a tirar fuori la roba dal cestello (visto che mi alzo sempre prima alla mattina per fare partire i lavaggi, cosicchè siano pronti al mio rientro), e stenderla.

Il mistero della lavatrice mai doma

E mi domando: ma se siamo conciati così adesso che sono piccoli, pensa a cosa succederà quando saranno più grandi e andranno a calcio, in piscina, in palestra…

Forse dovrei comprare due lavatrici, cambiare casa e prenderne una dove possa utilizzare quattro, cinque stendibiancheria.

Nella nostra vecchia casa, ormai lo stendino era parte integrante dell’arredamento: c’era la libreria, il divano, lui, le sedie…non chiudevo nemmeno più, tanto era più il tempo che serviva che quello che poteva riposare! Se non che, il duevoltepapà, mi aveva fatto notare che non era proprio bello vederlo lì sempre e comunque…E in effetti non gli si potevano dare proprio tutti i torti.

Ora invece, complice il fatto che abbiamo una cameretta inutilizzata, lo posso lasciare sempre pronto all’utilizzo e anzi! Ne ho perfino acquistato un altro, proprio per poter avere maggiore superficie di asciugatura.

Ma cacchio! La quantità di vestiti da lavare è aumentata e ora ne servirebbe pure un terzo, ma come è possibile??

Per non parlare di quei giorni, specialmente ad inizio ottobre, quando i riscaldamenti non vanno, fuori è uggioso e l’umidità a mille e i capi impiegano una settimana ad asciugarsi e spesso sanno di “cane bagnato” e mi tocca poi rilavarli, con mio enorme disappunto.

Ma ormai quello del bucato è diventato un chiodo fisso: mi sveglio e penso subito a come incastrarlo nelle varie attività della giornata, a quando poi finirà il programma (e ormai so la durata di tutti!) per ottimizzare i tempi per quello successivo…insomma, non ne posso più!

Stendere

(Tralasciamo il fatto che poi i vestiti vanno anche stirati…)

E allora?
La soluzione sarebbe un’asciugatrice, che io non ho mai avuto, ma di cui tutte mi raccontano cose favolose. Pure il duevoltepapà ne è entusiasta, solo io che sono un po’ vetusta, sono restia ad acquistarla…E’ davvero così utile come sembra?

.
(Immagine dell’orsetto che stende tratta da www.lacasalingaideale.it)

Share on Google+Pin on PinterestTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on FacebookEmail this to someone

4 thoughts on “Il mistero della lavatrice mai doma

  1. Assolutamente sì!
    Per non esagerare con la potenza e non gravare troppo in bolletta, uso un programma per cui i capi non escono esattamente “asciutti pret a porter”, ma mi basta lasciarli un paio d’ore e poi recuperarli e metterli a posto(di solito le lavatrici le faccio di sera, quindi restano stesi per una notte)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.