Salta, Bart! L’ultimo libro di Susanna Tamaro

Ho tenuto questo libro sullo scaffale per circa 10 giorni, prima di aprirlo finalmente e iniziare a leggerlo. Non che non ne avessi voglia, ma stavano per cominciare le feste di Natale, e tra una torta da preparare, la casa da sistemare e i bimbi da intrattenere, mi è proprio mancato materialmente il tempo.

Ma era lì che mi guardava…ed era una sfida: purtroppo, da quando sono mamma, i momenti per me sono veramente pochissimi e leggere un bel libro è diventata un’utopia. Ma me lo sono imposta: lo devo fare, lo devo fare!

Avevo avuto il primo approccio a questo romanzo durante il #mammacheblog, dove proprio l’autrice, Susanna Tamaro, era stata ospite ed aveva risposto sia alle domande delle intervistatrici Jolanda Restano e Barbara Damiano, sia a quelle delle mamme presenti; lì era iniziata la mia curiosità e, quando mi si è presentata l’occasione di riceverlo, non ho esitato: sì, lo voglio!

Salta, Bart!

E così, una mattina di una settimana fa, mentre il duevoltepapà era fuori con Daniele al parco, e Filippo si è concesso un sonnellino, mi sono messa sul divano e l’ho finalmente aperto.

Quando l’ho richiuso, l’avevo finito.

Ma cosa racconta questo libro così avvincente?

E’ la storia di Bartolomeo Leonardo Atari Commodore, bimbo di 10 anni, che vive in un futuro prossimo (ma nemmeno troppo lontano), dove la sua vita è totalmente controllata dalla tecnologia: una casa ipertecnologica, impregnata di domotica, che gli controlla perfino quanta pupù fa al giorno tramite un water – bilancia, la qualità del suo sonno attraverso dei sensori montati sul materasso e così via…sua mamma Amaranta (ma guai a chiamarla mamma! di mamme ce ne sono a milioni, quindi deve essere pronunciato il suo nome di battesimo) non vive assieme a lui, ma si manifesta più volte al giorno su un megaschermo per controllare che tutto sia a posto, e suo papà Pierfrancesco, pilota d’aereo, è una figura praticamente inesistente.

Bart, cui i genitori impongono i più disparati corsi per renderlo più intelligente e sportivo (come il cinese, oppure quello di tuffi, che lui odia, dal momento che non è coraggiosissimo), un giorno incontra per caso un vecchio cinese al parco, che gli profetizza qualcosa, anche se lui non riesce a capire bene di che si tratti!

Ciò cui si riferiva il saggio avviene però di lì a poco: Bart, trasgredendo gli insegnamenti della madre (non raccogliere mai nulla da terra!), porta a casa con se una gabbia, che poi scoprirà contenere una gallina da allevamento rapido, Zoe: da quell’istante la sua vita cambia, prendendo una piega del tutto inaspettata e assolutamente fuori controllo.
Si ritroverà nel Regno Eremita, ultimo baluardo della bellezza, della sincerità e della felicità al mondo e sarà insignito dell’arduo compito di salvarlo dalla nebbia eterna, discendendo nel vulcano e combattendo contro il drago che tutti soggioga al suo volere…

L'incontro con Zoe

Un libro per ragazzi che è anche un monito per gli adulti, così recita lo slogan che ne accompagna la recensioni sui maggiori quotidiani e siti; ed è proprio così: i più giovani troveranno questo libro avvincente e godibile, mentre noi, che siamo più cresciuti, ne capiremo anche gli insegnamenti intrinseci, e saranno anche un avvertimento, neanche tanto velato…Quanti di noi lasciano i figli in balia della tecnologia (certo, non come Amaranta, ma forse in un futuro…), oppure li costringono a fare corsi che non rientrano nelle loro corde, solo per la loro soddisfazione personale?

Invito tutti a leggere Salta, Bart: a me è veramente piaciuto! E anzi aggiungo che non ho ricevuto alcun compenso per scrivere questo post, ma molto di più: ha risvegliato in me la voglia di leggere, di sfogliare le profumate pagine di un libro…e questo, non ha prezzo.

(La scheda del libro sul sito della casa editrice Giunti)

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