Intervista ad Antonella Bonalanza, creatrice della fascia Micasling

Oggi ho il piacere e l’onore di intervistare Antonella Bonalanza, creatrice della fascia ad anelli Micasling (di cui ho parlato qui) e del marchio stesso, pioniera del portare in Italia e sua convinta sostenitrice, nonchè consulente e membro della BabyBonding Association. A chi, se non a lei, rivolgere qualche domanda su come sia cresciuta in questi anni questa pratica, e come sia vantaggioso, per mamma e bebè, stare a stretto contatto fisico?
La sua esperienza può essere d’aiuto a tutte noi!

Baby Bonding Association

– Lei ha creato il marchio Micasling vent’anni orsono, quando il portare non era ancora così conosciuto. Come è nata questa idea?

La mia storia, o meglio quella del Micasling è molto semplice. Quando è nata mia figlia io mi trovavo in Inghilterra. Nei mesi della mia prima gravidanza mi ero molto avvicinata al mondo del parto naturale. Avevo letto tantissimo e avevo fatto mia la convinzione che il “contatto” fosse basilare per una crescita sana ed equilibrata. Volevo quindi trovare un mezzo di trasporto per il mio piccolo frugolino che mi permettesse di portarlo con me fin da subito.

In Inghilterra commercializzavano una specie di “fascia” che proveniva dagli Stati Uniti – l'”originale” che esisteva da anni – e decisi di provarla poichè’ non sono mai stata attratta dal marsupio che trovo abbia pecche “strutturali”.

La fascia in questione mi piaceva ma aveva parecchi difetti: il tessuto era troppo leggero e quindi non sosteneva bene, gli anelli di plastica poco sicuri cedevano lentamente, l’imbottitura era piccola e a parer mio nei posti sbagliati, il bebè sprofondava dentro….Allora siccome sono cresciuta con una nonna che mi ha insegnato ad amare i lavori manuali mi sono messa all’opera e taglia, cuci, piega e prova ho utlizzato la mia piccola Micaela come cavia per “costruire la fascia dei miei desideri….”

Tornata poi a Milano io e Micaela andavamo sempre in giro “a contatto” e non c’era volta che non venivo fermata dai passanti incuriositi, a volte un po’ spaventati nel capire cosa c’era in quella strana “borsa”. Molti poi rimanevano delusi nel scoprire che era “un pezzo unico” e non potevano comperarla da nessuna parte….

Mio marito un giorno ridendo mi disse: Ma fanne 10 …cosl le vendiamo!

E cosi è nata la fascia Micasling che appunto significa “fascia di Micaela” (Senza l’aiuto della mia piccola che si faceva mettere in ogni modo possibile senza mai lamentarsi non ci sarei mai riuscita e quindi il minimo che potevo fare per ringraziarla è stato darle il suo nome) . Contattai un famoso pediatra e la feci vedere a più neonatologi; tutti ne apprezzarono i vantaggi rispetto al marsupio.

Il modo in cui  è costruita non è semplicissimo e più di un laboratorio ne ha dovute disfare alcune per capire come riprodurla. Da qui nasce il brevetto o modello di utilità che ottenne senza nessuna difficolta’ (della durata di 10anni)

Poi sono arrivati gli articoli sui giornali. Vivi Milano del Corriere della sera mi aveva dedicato mezza pagina e i mensili di settori tutti mi avevano fatto un editoriale. Anche qualche attrice la stava utilizzando…ed era stata quindi fotografata!

hip_mom

– E’ stato difficile, quando ha fondato l’azienda, far capire alle mamme il significato del portare?

Non posso dire che sia stato difficile perchè la fascia Micasling si e’ sempre venduta da sola.( Io sono una pessima venditrice e se la fascia ha avuto successo e ha il merito di aver aperto le porte a tutte le fasce che adesso ci sono in Italia non è grazie a me ma al fatto che è un articolo davvero valido.) Le mamme che “osavano” erano cosi entusiaste che contagiavano le loro amiche, conoscenti e persino le persone per strada. Certo, ogni tanto c’era qualcuno che diceva: Ma riesce a respirare? Stia attenta che non cada…poverina…non sarebbe più comoda nella carrozzina? Ma erano spesso donne di mezz’età cresciute negli anni in cui portare significava viziare e i bambini andavano staccati dalla madre il prima possibile….mentre le persone più anziane invece l’apprezzavano ricordando che i bambini “una volta” si portavano in braccio tutti fasciati.

 

– Pensa che le mamme di oggi, rispetto a vent’anni fa, abbiano capito maggiormente l’impatto che ha sui neonati il portarli nella fascia?

Lo spero! Ci sono tante fasce adesso sul mercato e tanti corsi e libri sui benefici del portare…alle mamme è data ampia possibilità di conoscere i benefici di questa pratica. Certo il mondo di oggi, che è sempre più frenetico fa si che le donne vogliano tornare a lavorare dopo una settimana dal parto e questo non aiuta ma il portare se recepito fino in fondo ha permesso a tante donne di portarsi il proprio bebè anche al lavoro  per poterlo allattare e non fargli mancare ciò di cui ha più bisogno: la sua mamma.

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– Crede che alle future mamme, nei corsi preparto o nei nidi degli ospedali, venga spiegata adeguatamente l’importanza del portare o pensa che ancora non venga fatta adeguata informazione?

Purtroppo come spesso accade, in alcune strutture ci sono corsi fantastici e personale preparato mentre in altri ancora adesso sconsigliano l’uso di qualsiasi articolo se non la carrozzina!!!! Io  stessa ho fornito ad importanti centri ospedalieri alcune fasce per i loro corsi e faccio corsi per il personale ma la burocrazia e anche gli interessi di case dai nomi “famosi” sono un grosso ostacolo…

Mamma e bimbo

– Quale è stata la sua personale esperienza nel portare le sue figlie? Il ricordo a cui è più legata?

Sinceramente non so come avrei fatto senza il Micasling. Non avendo aiuti famigliari (nonni, zii ecc) e potendo contare quindi solo su me e mio marito poter portare le mie cucciole agevolmente con me era fondamentale. Mi ha permesso di essere una madre estremamente serena, di godermi i primi anni della vita delle mie bambine appieno senza rinunciare a vedere gli amici, fare viaggi, uscire a cena e tante altre cose che sembra una dovrebbe rinunciare a fare solo perchè è diventata genitore. Dico questo nonostante sia stata una madre molto rigorosa con gli orari, il cibo ecc perchè portarsi i figli con se non significa per forza fargli fare una vita da adulti! Non so dire a quale ricordo sono più legata perchè ce ne sono tantissimi…un ricordo a me molto caro è stato un giorno che venne da me una bella ragazza, madre di un bambino handicappato di 5 anni. Mi disse che il suo bambino traeva enorme beneficio se lei lo teneva in braccio ma a cinque anni cominciava a pesare troppo e ci riusciva solo da seduta. Ogni volta che lo rimetteva nella sua carrozzella piangeva e la guardava disperato. Provò a prenderlo in braccio nel Micasling e vidi il più bel sorriso della mia vita…

 

– Online si legge spesso che il portare favorisca il formarsi del carattere dei bimbi: rassicurati come in un abbraccio da neonati, saranno più sicuri ed indipendenti un domani. E’ d’accordo?

Ne ho la prova vivente. Ho due figlie grandi molto indipendenti ma altrettanto legate alla famiglia. Durante la crescita e anche durante la “difficile” adolescenza dove spesso ci si sente andare alla deriva hanno sempre mostrato di sentirsi sicure di poter “osare” a scoprire il mondo e spesso sono un punto di appoggio per alcuni loro coetanei. Non sarà solo perche’ sono stati portati nella fascia a lungo ma sono certa che questa pratica ha contribuito moltissimo a rassicurarle sempre e ovunque!…non piangevano mai….

 

– Carrozzina e passeggino sono ancora i “mezzi” più usati dalle neomamme. Pensa che un giorno si invertirà la tendenza e saranno le fasce ad essere le più utilizzate?

Anche loro hanno un’utilità e non vanno demonizzati. Un passeggino con sotto una fascia è il connubio perfetto in certe occasioni! Certo per le famiglie che davvero fanno fatica ad arrivare a fine mese poter rinunciare a questi costosi articoli perchè se la possono cavare  anche solo con la fascia è stata per me una bella soddisfazione!

 

– Vuole dare un consiglio a tutte le mamme, da parte di una mamma?

Mi accorgo ogni tanto che le mamme di oggi hanno “paura” di non saper fare le mamme…Vengono bombardate da mille consigli sia dai famigliari sia dai media e sono molto confuse…..nel rumore che le circonda si dimenticano di fermarsi ad ascoltare il proprio cuore. Non esiste una donna incapace di fare la mamma e di sapere di cosa ha bisogno il proprio bambino, ma il bonding necessario affinchè questo mezzo di comunicazione funzioni bene deve formarsi e senza il contatto iniziale fa molta piu’ fatica.  Il mio consiglio è quello di fidarsi del proprio istinto e di non farsi “portar via” il proprio bambino solo perche’ si è tagliato il cordone ombelicale ma di vivere i primi importantissimi mesi come un periodo di transizione come fanno i canguri che quando nascono poi passano ancora un lungo periodo nel marsupio a  contatto con la loro mamma! I bambini a questa età NON PRENDONO VIZI!!!!

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