Voglio un’ora d’aria

Voglio un’ora d’aria, un’ora d’aria al giorno…Aaaaah i Litfiba…mai avrei creduto, quando ascoltavo anni fa questa canzone, che l’avrei tirata in ballo da mamma. E invece.

Comincio col dire che oggi fuori non nevica. Eh beh direte voi…’sta cippa!
Ma una ragione c’è. Ed è che ieri sera sono uscita con una mia amica. Sì, una mia carissima amica, fin dai tempi del liceo. DA SOLA con lei. E sottolineo da sola.

Non capitava da quando è nato Daniele che mi prendessi una serata libera per uscire con una vecchia compagna d’avventure…e non perchè il duevoltepapà non me lo “consentisse”, ma perchè io mi sentivo (e mi sento eh, mica è bastata una serata a cambiarmi) una specie di deus ex machina, senza di me nulla può funzionare.

Ma ieri ce l’ho fatta: ho mollato marito e figli e sono uscita.

Siamo andate in una fantastica hamburgeria: mi sembrava di essere una scolaretta alla prima gita, guardavo tutto tipo oooooh, e al cameriere che mi ha portato la lista, chiedendomi che panino volessi, a momenti balbettavo…ma gli ho detto:”E’ la mia prima uscita post-figli: ci metta di tutto dentro, soprattutto peperoni e cipolle. E mi porti pure una birra. Media!”. Devo avergli fatto pena, tant’è che poi, rivolgendosi ai suoi colleghi, mi ha pure dato della neo-mamma. Neo un par di balle, mio figlio ha quasi tre anni…forse non pensava che una ci potesse mettere così tanto a regalarsi una serata da “single”.

supermamma

La cosa più bella dell’uscita è stata ovviamente chiacchierare con la mia amica, che si sposerà tra qualche mese…che meraviglia ascoltare i suoi racconti sul colore del matrimonio, sulla scelta delle buste per le partecipazioni, i suoi dubbi sulla vera nuziale, le idee per la luna di miele, i particolari del vestito (no quelli in effetti non me li ha detti)…insomma, sono tornata indietro di almeno quattro anni, a quando questi erano i miei di pensieri.

Io, di contro, l’ho ovviamente tediata sul mio stress di matrona, ma non ho potuto fare a meno di raccontarle quanto sia bello essere genitore, lei che magari tra qualche mese potrebbe potrebbe anche diventarlo…la classica scassaballe che ti fracassa con le foto dei figli sul cellulare insomma: eccomi qui.

Perchè, in fondo, essere mamma è complicato, non sai mai se le scelte che stai facendo sono giuste oppure no, a volte ti senti stanca, esaurita, non ne puoi più…a volte si vorrebbe scappare e tornare indietro a quando l’unico pensiero era scegliere il prossimo viaggio…

Ma dura poco. Sì, perchè in lei mi sono rivista quattro anni fa, ma io le auguro che diventi presto come me, che abbia presto i suoi bimbi da stringere a se, perchè allora capirà davvero cos’è l’amore, quello vero, disinteressato, che ti entra dentro nel sangue, nel cuore, che ti fa stare ore a guardare un esserino mentre dorme e ti fa emozionare quando sorride…
Anche se quando ho iniziato a svezzare Filippo, lui piangeva e mi sputazzava la pappa addosso, io ora sorrido se ci penso e porto dentro di me quel momento come una crescita, una difficoltà che abbiamo affrontato assieme e abbiamo vinto, ma solo per fare un esempio banale…ogni giorno coi nostri bimbi impariamo qualcosa di nuovo, e facciamo tesoro di tutte quelle scoperte, di quegli attimi che porteremo indelebili nella nostra anima.

Però, in queste due orette che sono stata fuori con lei, non è arrivata nessuna telefonata disperata di soccorso. Io, per sicurezza, avevo tenuto il telefono sul tavolo, sbattendomene del galateo, ma niente, non ha mai squillato. E io tempo è volato via come quando eravamo al liceo e stavamo ore a chiacchierare dei massimi sistemi (…)

E quando sono tornata a casa, udite udite: il duevoltepapà non era vestito stile morte con la falce che mi aspettava sull’uscio, ma bensì felicemente adagiato sul divano, semi-dormiente, mentre i due frugoli dormivano altrettanto beatamente.

Ma coooooome? E’ tutto filato liscio in mia assenza? Nemmeno un pianto per la mamma assente? Nemmeno un silica gel ingoiato per sbaglio, un volo dalle scale, una costola fratturata, niente di niente?

Ecco, forse non sono solo io quella che si può occupare dei bambini e senza la quale nulla potrà andare bene. Le cose vanno avanti pure senza di me, i bambini sono puliti, profumati e cambiati e il duevoltepapà è perfettamente in grado di assolvere i compiti della nanna. Non che ne dubitassi, solo che forse volevo ritenermi più indispensabile di quanto in realtà lo fossi.

E oggi non nevica.

Grazie Ciccia per avermi aperto gli occhi…e adesso voglio la mia ora d’aria, la mia ora d’aria al giorno!

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4 thoughts on “Voglio un’ora d’aria

  1. L’ora d’aria è fondamentale, vitale direi!
    In quelle ore lontane dai figli, casa, marito ed incombenze varie ti ricarichi e ne benefici tu ma ne beneficia anche il resto della famiglia!
    Bellissimo il tuo post! Mi ritrovo in moltissime cose!
    Buona settimana

  2. Che belle sensazioni! L’ora d’aria fa così bene! Anch’io ero un po’ stranita la prima volta che sono uscita da sola con le amiche dopo essere diventata mamma ma sentivo di averne bisogno e di meritarmi un po’ di leggerezza.Ora ho un appuntamento fisso con le mie amiche una volta al mese. Brava, cara,ti abbraccio. KE

    • Io credo che faccia bene prendersi un po’ di tempo per noi stesse…ci ho impiegato un po’, perchè credevo che uscendo, avrei condannato figli e marito ad ore interminabili di sofferenze: ma non è così!! Loro se la cavano benissimo anche senza di me!

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