Prepariamo assieme un omogeneizzato di carne

Omogenizzato di carne

Dopo l’introduzione della prima pappa composta solo di brodo vegetale e farina, segue l’inserimento della carne: se i sei mesi non sono ancora stati compiti dal vostro piccolino, quella da preparare è quella “bianca”, ossia agnello, pollo, vitello, tacchino e … Continua a leggere

Svezzamento: la pera

Ci siamo passate tutte: lo svezzamento prevede che, ad un certo punto, il nostro bebè debba assaggiare qualcosa di diverso dal latte e cimentarsi col cucchiaino: dopo la mela, eccoci giunti alla pera, in genere più gradita, in quanto più dolce.

Sì, ma quale scegliere?
Sul mercato ce ne sono un’infinità; se con Daniele qualsiasi tipologia non faceva differenza (ha sempre fagocitato ogni cosa), con Filippo la cosa è assai diversa: avendo un palato che nemmeno il più noto gourmet, per fargli mangiare qualcosa deve essere veramente buona, altrimenti sputa tutto. Poi è, come sempre, una questione di gusti, però vediamo un po’ cosa ci propongono i supermercati e i fruttivendoli:

Abateprodotta principalmente in Emilia Romagna, è facilmente riconoscibile per la sua forma allungata; non è in genere graditissima ai bimbi (figuriamoci a Filippo) perchè ha un sapore non estremamente dolce, ma un po’ sull’acidulo..

Angelys, francesi, sono di forma simile alle Williams, ma dalla buccia molto scuretta; graditissime a Filippo, sono farinose e molto dolci, quindi abbastanza indicate per lo svezzamento

Conference,  native dell’Inghilterra ma coltivate anche da noi, hanno un gusto dolce e delicato che in genere può piacere molto ai pargoletti in vena di assaggi

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Svezzamento: la mela

Ed ecco che ci siamo: è il momento di iniziare lo svezzamento, e il primo alimento non liquido che proponiamo al nostro bebè è la mela. Ma perchè proprio la mela? Perchè è il frutto più digiribile, meno allergizzante ed ha un’azione protettiva su tutte le mucose dell’apparato digerente.

Sì, ma quale tipologia è meglio per il nostro bimbo?

Con Daniele, ovviamente, non ho mai avuto problemi di sorta, perchè fin da piccolissimo è sempre stato un lavandino; Filippo invece ha le sue preferenze, e su quelle di baso per darvi qualche indicazione (da verificare col vostro pediatra, che magari potrà indicarvi una differente tabella di marcia, maggiormente adatta al vostro piccolino)

Se di pere ce n’è una varietà incredibile, anche con le mele non si scherza…anche se spesso nei supermercati, le tipologie sono sempre poche. Ma vediamole:

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Prepariamo la prima pappa!

E’ arrivato il tanto agognato/temuto momento di preparare la prima pappa al vostro bebè, che ormai neonato non è più, visto che è pronto per lo svezzamento!

Io ricordo che la prima volta che la dovevo preparare ero in panico totale perchè non sapevo assolutamente come fare e da dove cominciare…Ora che mi accingo a farlo per la seconda volta sono molto più serena, anche perchè non ho mai smesso di cucinarla, visto che Daniele la sera il suo passato non glielo toglie nessuno!

Iniziamo con lo step più semplice, ossia la preparazione del brodo vegetale: occorre far bollire per un’oretta (20 minuti in pentola a pressione) un paio di litri d’acqua con due patate, due zucchine e due carote; il brodo così ottenuto va consumato entro 48 ore, ma noi poi potremo tranquillamente congelarlo per farci una bella scorta e conservarlo in appositi vasetti monouso (io uso i Veo della Avent che hanno la comodità di essere graduati, ma qualsiasi altra tipologia andrà bene).

Una volta pronto il nostro brodino, toglieremo dal pentolone 180ml (e il resto, come detto, lo metteremo in freezer), filtrandolo con un
colino apposito e lo faremo scaldare sino a bollore: ecco che a questo punto aggiungiamo la farina. Ma quanta? Dipende un po’ come piace al vostro bimbo, in genere sono 2/3 cucchiai da pasto, ma gradisce una consistenza maggiore abbonderete leggermente, viceversa starete un po’ indietro.

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Prepariamo il latte artificiale

Dopo aver allattato felicemente Daniele, speravo di ripetere la bella esperienza con Filippo, ma purtroppo il latte proprio ha voluto saperne di arrivare, e perciò, mio malgrado, ho dovuto ripiegare su quello artificiale.

Siccome ero proprio una neofita dell’argomento, ho logicamente chiesto prima il parere del pediatra su come prepararlo, poi quello del farmacista, poi quello delle amiche…insomma, ognuno diceva la sua, ovviamente. Io, da ignorante, ritenevo che, usando l’acqua in bottiglia (con la dicitura “indicata per la preparazione degli alimenti dei lattanti”) bastasse solo scaldarla fino alla temperatura ottimale per la poppata, ossia circa 37°, riservando l’ebollizione solo per quella del rubinetto (idea condivisa dalla suocera, notissima – a suo dire – guru del formulato).

Invece no, assolutamente no!

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